Mense francescane e nuovi poveri: nell'anno della pandemia 40% di pasti in più

3' di lettura 27/03/2021 - Le tristi immagini delle file davanti alle mense dei poveri in attesa di un pasto caldo sono emblematiche della crisi economica che sta attanagliando il Paese con questa pandemia.

Numeri drammatici forniti dalle 14 mense francescane distribuite su diverse regioni e sostenute dal progetto solidale dell’Antoniano “Operazione Pane”: le nuove povertà hanno richiesto 500mila pasti distribuiti in un anno, oltre il 40% in più rispetto ad un anno ordinario. In Lombardia, dall’inizio della pandemia le mense francescane del progetto Operazione Pane hanno distribuito ai più fragili oltre 120mila pasti (68mila a Milano; 37mila a Pavia; 9mila a Monza; 6mila a Voghera).

Parla il direttore dell’Antoniano, frate Giampaolo Cavalli: “L’emergenza Covid-19, oltre a generare una drammatica crisi sanitaria, sta indebolendo fortemente anche il tessuto sociale, peggiorando la condizione dei più fragili e mettendo in difficoltà tante famiglie che prima di questa pandemia vivevano una vita serena. Dal nostro osservatorio notiamo un’importante crescita delle persone e delle famiglie che hanno bisogno di aiuto: i nostri volontari ci segnalano, tra i nuovi ospiti delle mense francescane, tante persone che hanno perso il lavoro in seguito all’emergenza e che spesso fanno anche fatica a chiedere aiuto perché provano quasi vergogna per la loro nuova condizione e intere famiglie, spesso con bambini piccoli, che a causa della pandemia si sono trovate in difficoltà. Le persone che hanno bisogno di aiuto – aggiunge – non possono essere lasciate sole, soprattutto in questa situazione così difficile. Operazione Pane tiene unite le mense francescane e ci aiuta a non dimenticare nessuno: a mettere in tavola un pasto caldo per tutti e a fare in modo che le nostre porte restino sempre aperte in sicurezza, nonostante le grandi difficoltà del momento”.

Le realtà francescane italiane sostenute dal progetto “Operazione Pane” si trovano a Roma, Palermo, Catanzaro, La Spezia, Torino, Verona, Bologna, Pavia, Monza, Milano, Lonigo, Voghera e Baccanello. In questi mesi di emergenza si sono tutte tempestivamente riorganizzate per continuare a restare accanto ai più fragili nel pieno rispetto delle disposizioni delle autorità per il contenimento dell’emergenza sanitaria, attivando la distribuzione di kit alimentari all’aperto, organizzando colloqui “a distanza” per raccogliere le richieste di aiuto dei più fragili e distribuendo pacchi alimentari a domicilio. Attualmente le 14 realtà francescane distribuiscono quasi 36mila pasti ogni mese, circa 1.200 al giorno.

Conclude frate Giampaolo Cavalli: "Bisogna avere occhi per vedere la Resurrezione, ogni giorno, insieme. Soprattutto in questi mesi segnati dal Coronavirus, dove facciamo tanta fatica: medici e infermieri con il volto segnato dalle mascherine e devastato dalla stanchezza; città vuote; file sempre più lunghe davanti alle mense dei poveri; occhi tristi di tanti ospiti inabituali in queste file. In tutto questo c’è un futuro che prende forma, certamente il vaccino, ma soprattutto l’infaticabile disponibilità del personale sanitario, di tantissimi giovani mai stanchi di mettere a disposizione il loro tempo; la tenacia di tantissimi a inventare possibilità di incontro, di sostegno, di cura dell’altro”.

C'è chi, ordinatamente in fila, in attesa di ricevere un piatto caldo, a ragion veduta si chiede: "Ma lo Stato, in tutto questo, dov'è? Non è giusto che esista solamente la carità cristiana e sia sparita la dignità sociale".






Questo è un articolo pubblicato il 27-03-2021 alle 09:17 sul giornale del 29 marzo 2021 - 120 letture

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